Un trial randomizzato su 147 adulti tra 60 e 85 anni ha valutato due infusioni di cellule staminali mesenchimali del cordone ombelicale (UC-MSC) nella fragilità senile. Dopo nove mesi non sono emersi eventi avversi gravi legati alla terapia e la performance fisica del gruppo trattato è risultata migliore di quella del gruppo di controllo.
Fragilità senile: perché non è soltanto invecchiare
La fragilità senile è una sindrome clinica, non un sinonimo di età avanzata. Descrive una riduzione delle riserve fisiologiche che coinvolge più sistemi dell’organismo contemporaneamente.
Il risultato è una vulnerabilità sproporzionata: un evento che una persona robusta supera senza conseguenze, come una caduta, un’influenza o un ricovero breve, può innescare una perdita di autonomia difficile da recuperare.
Come si riconosce
Il riferimento più usato in geriatria sono i criteri di Fried, che considerano cinque segnali:
- perdita di peso non intenzionale;
- senso di affaticamento persistente;
- riduzione della forza muscolare, misurata con la forza di presa della mano;
- rallentamento del passo;
- bassi livelli di attività fisica.
La presenza di almeno tre criteri definisce la condizione di fragilità. Si tratta di un predittore indipendente di ricoveri, disabilità e mortalità: con l’invecchiamento della popolazione, è diventata una delle priorità della ricerca geriatrica.
Sul legame tra età e cellule, vedi anche il nostro articolo sull’invecchiamento cellulare.
Lo studio: 147 partecipanti, due infusioni, nove mesi di osservazione
Lo studio è stato condotto tra il 2021 e il 2024 al Vinmec Times City International Hospital di Hanoi, in Vietnam, ed è stato pubblicato nel 2026 sulla rivista eBioMedicine, del gruppo The Lancet.
- Partecipanti: 147 adulti tra 60 e 85 anni con almeno tre criteri di Fried modificati.
- Gruppo trattato: due infusioni endovenose di UC-MSC (1,5 milioni di cellule per kg di peso), a tre mesi di distanza, insieme a integratori orali.
- Gruppo di controllo: solo integratori orali.
- Durata: nove mesi di follow-up.
- Disegno: fase 2, randomizzato, controllato, in aperto, in un singolo centro.
Sicurezza: un profilo di tollerabilità rassicurante
Nel corso dello studio non si è verificato alcun evento avverso grave attribuibile alla terapia. Sono stati registrati dodici eventi lievi, tra cui mal di testa, vertigini e fastidio al petto, tutti risolti spontaneamente.
Fragilità senile e staminali cordonali: i risultati funzionali
L’esito principale riguarda la Short Physical Performance Battery (SPPB), il test che valuta equilibrio, velocità del cammino e capacità di alzarsi da una sedia, con un punteggio da 0 a 12.
A nove mesi, il gruppo trattato ha ottenuto in media 1,1 punti in più rispetto al controllo (intervallo di confidenza al 95%: 0,6–1,6). In geriatria una differenza di circa un punto nella SPPB è generalmente considerata clinicamente rilevante.
Gli autori riportano miglioramenti anche su altri fronti:
- forza di presa della mano, uno degli indicatori più affidabili dello stato muscolare;
- affaticamento, con livelli più bassi e una maggiore partecipazione alle attività quotidiane;
- qualità di vita percepita, valutata con il questionario SF-36.
Perché queste misure contano
Non sono valori di laboratorio, ma misure di funzione: descrivono ciò che una persona riesce concretamente a fare, come camminare, alzarsi, portare la spesa. È proprio su questo terreno che la fragilità senile pesa di più nella vita quotidiana.
I possibili meccanismi: infiammazione, senescenza, mitocondri
Lo studio ha esplorato anche il modo in cui le UC-MSC potrebbero agire. Le ipotesi convergono su un’azione antinfiammatoria e immunomodulatoria. Gli autori descrivono:
- una riduzione dei marcatori di infiammazione cronica, in particolare IL-6 e TNF-α, tipici dell’inflammaging, l’infiammazione di basso grado associata all’invecchiamento;
- una riduzione dei marcatori di senescenza cellulare;
- segnali di miglioramento della funzione mitocondriale, cioè della capacità delle cellule di produrre energia, un aspetto centrale nella sarcopenia.
Lo stesso profilo antinfiammatorio è al centro di altri studi sulle UC-MSC, come quello sull’artrite reumatoide.
Come leggere questi risultati
Con cautela. Uno studio di fase 2 serve a individuare un segnale di efficacia e a definire un primo profilo di sicurezza, non a dimostrare un beneficio clinico definitivo.
Ci sono poi tre limiti da tenere presenti:
- Disegno in aperto: i partecipanti sapevano a quale gruppo appartenevano, un aspetto rilevante per esiti soggettivi come fatica e qualità di vita.
- Nessun placebo: il gruppo di controllo non ha ricevuto un’infusione simulata, ma solo gli integratori.
- Singolo centro: i risultati andranno confermati in popolazioni e contesti diversi.
Gli stessi autori indicano come passo successivo studi di fase 3 più ampi, multicentrici e in doppio cieco, anche per definire dosi e intervalli ottimali.
Nota importante. Le applicazioni descritte appartengono alla ricerca clinica e non sono terapie approvate. Le informazioni di questo articolo non costituiscono indicazioni mediche e non promuovono trattamenti antietà.
Perché SSCB segue la ricerca sulle staminali del tessuto cordonale
Lo studio ha utilizzato cellule staminali mesenchimali ricavate dal tessuto del cordone ombelicale. È una fonte diversa dal sangue cordonale: contiene soprattutto cellule mesenchimali, quelle che la ricerca studia per la loro azione antinfiammatoria e immunomodulatoria.
SSCB, unica biobanca svizzera accreditata FACT-NetCord, conserva il tessuto cordonale accanto al sangue cordonale e alla placenta. Fonti diverse contengono popolazioni cellulari diverse, e studi come questo mostrano quanto sia ampio il campo in cui la ricerca le sta valutando: dalla nascita fino all’età avanzata.
Le staminali mesenchimali del cordone sono al centro anche del nostro articolo sullo studio real-world su 120 pazienti.
Vuoi sapere che cosa contiene il tessuto del cordone ombelicale? Scopri le cellule staminali del cordone ombelicale.
Domande frequenti su fragilità senile e staminali cordonali
Che cos’è la fragilità senile? È una sindrome clinica caratterizzata dalla riduzione delle riserve fisiologiche di più organi e sistemi. Rende la persona anziana più vulnerabile a cadute, infezioni e ricoveri.
Le staminali del cordone ombelicale sono una terapia approvata per la fragilità? No. Gli studi disponibili, compreso quello descritto, appartengono alla ricerca clinica. Serviranno studi di fase 3 per confermare efficacia e sicurezza.
Che cosa misura il test SPPB? La Short Physical Performance Battery valuta equilibrio, velocità del cammino e capacità di alzarsi da una sedia. Il punteggio va da 0 a 12.
Quali sono i prossimi passi della ricerca? Gli autori indicano studi di fase 3 multicentrici e in doppio cieco, su un numero più ampio di partecipanti.
Fonte: Nguyen LT, et al. Safety and efficacy of allogeneic umbilical cord-derived mesenchymal stem cell infusion for frailty: a phase 2, single-centre, randomised, open-label controlled trial. eBioMedicine. 2026;127:106268.
